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18 febbraio 2020

IL NERO

IL NERO

 

La caligine delle tasse

La caligine delle tasse.

Il misterioso grande business italiano.

Non parlo dell'uomo nero, neppure dello spazzacamino, ma anche se

suona strano, è 'il lavoro in nero'.

Diverso dal lavoro nascosto della Svizzera, loro ala luce del sole, non buttano mai carte per terra, oltre al pulito, godono del reddito pro-capite fra i più alti d’Europa. Sono come le loro marmotte, che per sei mesi all'anno sono sotto la neve e mangiano poco, non consumano carburante, non si spostano, ma hanno aperti i mulinelli del turismo, dove arriva il denaro che non esce più.

E anche perché sono specializzati in precisione, tanto che costruiscono gli orologi migliori, frutto del loro immobilismo.

Oppure per i soldi che gli altri portano nei loro depositi, solo loro sanno nasconderli così  bene.

Per colpa del lavoro in nero, l’Italia, è bollata al trentaseiesimo posto del buon vivere, dove in barba a tutti si vive meglio della Finlandia, e dell'Austria, non solo per il territorio dal clima temperato, ma specialmente del business del lavoro sommerso tipo il finto volontariato, grazie al quale siamo tutti un po' più emancipati.

Nessuno lo vuole ammettere, ma se molti riescono a tirare avanti, è perché evadono le tasse.

I circoli dei giocatori di bocce non sono molti.

Anche coloro che stanno seduti in panchina sono pochi.

Purtroppo, ad abbassare il tenore di vita, sono i nullafacenti, dispersivi e dipendenti dalla pensione dei nonni, questi sono il buco nel sacco, (diverso dal cul-de-sac), diventati schiavi dello sballo, frequentano furtivamente il sottobosco degradato dei parchi abbandonati e tappezzati di siringhe.

 

La maggioranza degli italiani sono comunque dei gran lavoratori, parecchi di loro svolgono una seconda attività nel dopolavoro.

A questi si aggiungono i pensionati ortolani che non giocano a bocce.

Quasi sempre ciò che producono è in nero, ma fa parte del PIL, perché il restauro del mobile vecchio, o il cestino di piselli, fanno parte del prodotto interno lordo della nazione e sono sempre in nero, ma sono prodotti godibili che se fossero tassati sparirebbero.

Condannereste voi questo lavoro sudato anche se è in nero? I prodotti dell’orto sono una ricchezza nascosta che ogni nazione ha, ma l’Italia, per il privilegio del suo clima, ne produce di più. Vi risulta?

La ricchezza che gli ortolani e i restauratori, producono in nero, è giustificata, mentre non lo è l’evasione delle sette sorelle che ci forniscono benzina e gasolio. Queste sorelle, nel periodo di vacanze immancabilmente aumentano il prezzo dei loro prodotti, sfruttando la quattordicesima che l’operaio ha appena avuto nella busta paga.

Questo aumento abusivo non è nero ma sporco.

O peggio evadono l'Iva facendo pervenire in modo anonimo autobotti di benzina da ditte estere.

 

Passando all’edilizia, considero anche nera la speculazione su ruderi diroccati, senza tetto che rimangono li per anni e anni senza essere ne restaurati e ne demoliti, che deturpano un bel panorama, e che danno un senso di angoscia a chi gli passa vicino, col solo scopo per il proprietario, di farci soldi con la rivalutazione del terreno.

So di uno che per vendere un insignificante rudere andato a fuoco, in zona rurale, panoramico, ha chiesto 500 mila €.

Il geometra del Comune deve, prendere iniziativa, dando un tempo per il restauro, lasciando l’alternativa della demolizione.

Sovente coloro che risparmiano i soldi in nero, li reinvestono e si fanno la casetta.

È un fatto, che con l'abbellimento del loro cortile, abbelliscono anche l'Italia, e il tutto rientra nel PIL, così il nostro stivale è pieno di villette nuove.

Da queste riflessioni, si deduce che anche il nero ha bisogno di un 'distinguo'.

C'è il nero più nero, il nero grigio, e il nero un po' bianco, chi ha discernimento li sa distinguere.

" Felice è l’uomo che trova la sapienza, e anche l’uomo che acquista il discernimento"  Proverbi 3:13

Una saggia amministrazione, oltre a tollerare gli obiettori di coscienza, sa come ridurre al minimo le tasse.


Chi vivrà vedrà.


Amen = Così sia.


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IL CARRETTO

IL CARRETTO

 

L'asinello quanto potere ha?


Sicilia regina dei carretti

 

Chi lo deve tirare?

Per convincere qualcuno, le illusioni devono essere pensate e formulate bene affinché siano credute, come la perfetta posizione della carota davanti agli occhi dell'asinello, (volgarmente detto somaro), se la carota fosse distante, l'asino a cui piacciono le carote non farebbe comunque la fatica di percorrere tanta strada solo per una carota e rimarrebbe fermo.

Similmente se la carota fosse troppo vicina la mangerebbe subito e non avrebbe motivo di muoversi, la strategia sta dunque nella giusta distanza, così che l'illusione di raggiungerla gli fa fare solo un passo, poi un altro e così tira avanti il carretto con il padrone sopra.

Esiste il somaro, perché esiste il padrone.


Questa storiella e molte altre simili, vengono fatte ventilare agli studenti che formeranno i futuri dirigenti del mondo, affinché imparino a convincere l’asinello.

 

Ciò che li farà diventare dirigenti e comandanti capaci e di successo, non sono le ore di storia, geografia, matematica, scienze, ma le idee e voci extra scolastiche, che li convincono che loro sono superiori, i vincenti, i benefattori dei miseri.

Sono quelli che, daranno poi lavoro al popolo. Saranno coloro che a distanza, col binocolo puntato sulla corsa, diranno che i levrieri sono stupendi, mentre corrono al massimo dietro la lepre che è sempre a tre metri davanti a loro, dandogli l'illusione di raggiungerla. Cani intelligenti ma non a sufficienza perché ignorano che la lepre è di stoffa, corrono al limite delle loro forze solo per seguire l'odore della lepre senza mai addentarla, come fa il popolo illuso di pensare in proprio.


Illusione simile a quella che provava 
Marilyn, che con le sue delicate meningi pensava di indossare un abito fatto di una goccia del (Numbers five) la fragranza del profumo la illudeva di essere vestita.


Queste storielle e altre che sono in circolo, servono ai giovani apprendisti e ai cadetti delle università per compiacersi e caricarsi di superiorità, usando poi il principio intrinseco della storiella, nella futura vita reale, più ne sanno e meglio riusciranno a gestire l'asinello.


Ora vi spiego e condenso la favola della carota e dell'asinello:

-L'asinello siamo noi.

-Il carretto sono le fatiche gli sforzi il lavoro che facciamo per tirare avanti.

-L'uomo seduto sul carretto raffigura, quasi sempre le alte sfere, politiche, religiose, commerciali, militari, che illudono l'asinello per dominarlo.

-Le carote di varia grandezza sono le illusioni che magnanimamente ci elargiscono; cioè, un lavoro, la pensione, le cure mediche, la scuola, i vaccini, il calcio, le olimpiadi, il viaggio sulla Luna, i pianeti abitabili, le vacanze, Google, Internet, i social.

Lo fece anche Nerone, dando nel Colosseo lo spettacolo dei gladiatori, come carota, ai romani suoi contemporanei, per tenerli calmi e avere audience.


Oggi di fronte ai cassonetti dati alle fiamme, alle vetrine infrante e saccheggiate, ai bastonamenti reciproci tra guardie e manifestanti facinorosi, l'uomo sul carretto, sbuffa e sbotta, mentre in modo annoiato dice: "anche gli asini ogni tanto ragliano, ma dopo un po' smettono si acquietano, e ritornano nella loro dimensione sotto il giogo pronti a fare un altro passo per avere la carota".

Il carrettiere sa che il Bataclan del popolo non è per niente preoccupante, non ci fa caso, e continua a caricare il carretto, finché all’asino gli sembrerà di volare.


Se qualcuno chiedesse all'uomo seduto sul carretto: perché questa differenza?

Il  Manager risponderebbe: "non possiamo stare tutti sul carretto, perché non rimarrebbe più nessuno per tirarlo avanti"


Capisco un divario di benessere, ma il troppo stroppia.

Comunque, anche coloro che dall’alto, gestiscono la maniglia a cui sono appese le marionette, come fanno i pupari siciliani, sgomitano tra di loro col rischio di cadere giù.

Notate ora la saggezza biblica che dice:

"l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno" (non solo a danno del dominato, ma anche a danno del dominatore) perché: "Ancora un po’ e i malvagi non ci saranno più". Ecclesiaste 8:9; Salmo 37:10


Questa non è la storiella del 'non fare ', ma l'assicurazione che anche l'uomo sul carretto dovrà scendere, perché chi domina si farà danno.


Non sarà 'il mal comune a darci mezzo gaudio', a consolarci, ma sarà 'la giustizia uguale per tutti' cioè la vera giustizia divina che procurerà il gaudio intero.



Chi vivrà vedrà.


Amen = Così sia.


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IL NEGOZIO CHE CHIUDE

Un dolce vivere
ma scarso
300.000 NEGOZI STANNO SOFFOCANDO
Sparsi in tutta Italia, 8.000 paesi che vanno dai 100 abitanti ai 5.000, dove i negozi sono in agonia perché il loro giro di affari è insufficiente.
Di questi 100.000 hanno già chiuso bottega negli ultimi anni.
Mercerie, ferramente, scarparo, panettiere, macellaio, lavanderia, bar, pizzerie, idraulico, ecc. chi più e chi meno, boccheggiano per la scarsità della clientela.
La maggioranza dei proprietari hanno un pensiero dominante quasi fisso, che frulla nella loro mente: 'come faccio a pagare la prossima tassa, o fattura, o il fido?'
Sono persone capaci, riescono a gestire un'attività, non sono fallite ancora, ma stanno consumando mese dopo mese i loro depositi, sono costretti a fare dei mutui, e alcuni alla fine vendono addirittura la casa.
Il problema è il pascolo troppo piccolo della clientela, con l'aggravante che molti paesi piccoli si stanno spopolando inoltre solo coloro che non hanno mezzi di trasporto sono clienti fissi, gli altri preferiscono andare al 'big shop'
Oggi il magnete più potente è il supermercato, anche se più distante, ha il vantaggio della maggior scelta, e del prezzo concorrenziale, e dell'ambiente spazioso e rilassante, gestito dai mega boss, (nel senso di capi).
Non c'è scampo per il coniglio quando la faina ha fame, saltellando come una molla sfuggita alla pressione, incanta e ipnotizza il coniglio che non scappa più, lei lo raggiunge saltandogli sul collo e incidendogli subito la giugulare, e comincia a succhiargli il sangue, il coniglio morirà in poco tempo dissanguato.
A nessuno piace fare la fine del coniglio, ma purtroppo oggi le faine sono tante.
Le grandi distribuzioni assorbono i clienti di questi piccoli artigiani o commercianti.
Per un po' questi resistono perché sono tenaci nella loro attività, e perché lo fanno anche per diversi vantaggi personali, il più importante è la comodità, sovente il negozio è sotto casa, e non pagano affitto, il secondo motivo è perché provano un senso di incertezza a cambiare lavoro, quello sanno fare, altri perché non trovano a venderlo, altri ancora l'hanno ricevuto in eredità, altri l'hanno comprato e pensano che abbia un valore, c'è anche chi non vuol essere comandato da un padrone e vuole essere libero di gestire il suo tempo, e poi per dare una svolta alla propria vita ci vuole coraggio, e spirito di avventura.
Ecco perché ogni mattina alle 9,00, a volte con un po' di ritardo, alle 9,10, 300.000 persone in tutta Italia apre il proprio negozio, e aspettano il cliente che verrà, e nel frattempo lo mettono in ordine e tolgono la polvere.
Io l'ho fatto per 10 anni come commerciante, e pe 10 anni come artigiano.
Pensando a quel tempo provo un po' di pena per me stesso.
Sono arrivato a fare un mutuo per pagare un mutuo precedente, l'unica consolazione è che non sono fallito.
In questi casi le veci del Santo protettore dovrebbe farle l'ente locale aprendo un nuovo ufficio specifico con la conoscenza, il potere e anche la capacità di intervenire proponendo alcune soluzioni a scelta per coloro che chiedono aiuto e assistenza.
Sicuramente il primo pozzo a cui attingere acqua è la famiglia, subito dopo viene il comune, e poi via via a salire, provincia, regione, fino allo stato, dopo di che per il credente rimane solo Dio.
Alcuni hanno coniato lo slogan, 'aiutati che il ciel ti aiuta'
(Una curiosità, la tastiera di google sul tablet, nello scriverà questa ultima frase, mi appariva così: 'aiutati che il fido ti aiuta'), non pensarci neppure, (se puoi fanne a meno) perché è una sanguisuga, non a livello della faina, ma succhia tutto quello che può.
Queste situazioni al limite, dimostrano che in una società, occorre una nuova istituzione nella comunità del territorio di appartenenza, che abbia l'empatia verso il nucleo famigliare, tenendolo sotto osservazione benevola, e proponendo soluzioni efficaci, perché ognuno possa vivere in modo soddisfacente.
Comunque questa nuova istituzione può funzionare solo se c'è l'amore verso il prossimo. 
Un principio vecchio di oltre 2.000 anni sancisce così;
Matteo 22:39  "......: ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso”.
Dalle poesie alle canzoni, se l'amore è tanto decantato, c'è un perché.
Ma purtroppo esiste anche un altro detto:
Matteo 24:12. "e a causa dell’aumento della malvagità l’amore della maggioranza si raffredderà"
L'amore  si sta raffreddando sempre più, e viene sostituito dall'indifferenza.
E così i gestori di negozietti, sulla soglia della bottega con uno sguardo assente guardano la via vuota, e pensano alla tassa che è scaduta ieri.

SOGNANDO IL SUD DEL MEDITERRANEO COL IL SUO SUCCOSO NETTARE

La bella e mitica Procida

Capostipite ideologico del Sud
Ulisse protagonista dell'Odissea

PROFILO PIATTO DEL VENTRE NEL DIPINTO DI ULISSE


Da 40 anni lotto contro la grande sporgenza della mia figura, e sogno il profilo piatto.


Lotta mai vinta, ma l'illusione di farcela persiste.

Ecco perché al mattino a digiuno mi bevo il nettare del Sud.

Ma che cos’è?

Sono gli agrumi, fragranti, dolci, e salutari del Sud .

Limoni di Sorrento o della fascia bassa del Vesuvio, o dell'isola di Procida, uno, morbido e succoso, e una clementina dell'altopiano dell'Etna, più un arancio della conca d'oro, agrumi aromatici in tutto, dalla buccia quando si rompe, alle fragranze che emanano durante la loro spremitura, e poi al suo favoloso gusto che mi impone a pensare al Mediterraneo del SUD e al suo buon nettare.

Altro? 

Mi viene un mezzo sorriso canzonatorio, se penso: altro niente, ma non sarebbe veritiero. Perché? 

Perché sono infinite le cose belle del Sud.

Non solo tutte le bellezze immaginate da ragazzo quando ho letto il poema di Omero, con la realtà dimostratasi esponenziale in paragone alla narrazione dell'Odissea .

Ma soprattutto nel carattere forgiato all'ombra dei discendenti immaginari di Ulisse.

Uomini di valore con un carattere forte, generoso, di parola, (parlo di quelli sani di mente), perché alcuni, meno male che pochi di numero, imitando Ulisse, sono sbarcati a New York e la maga Circe (la mela) li ha trasformati in gangster a livello di cupola.

Ritornando al nostro sud: mi piace il suo clima, la sua luce, gli aromi.

Tuttavia, nel loro immaginario, ognuno di loro si crede un re, un re di qualcosa. (dolce alle mandorle, arancini, vino zibibbo, poeti, nobili e .....)

Meno male che non si sentono re  in senso religioso, perché  la profezia predice che ai re del sud andrà  a finire male, come si legge:

"Nel tempo della fine il re del sud si impegnerà in uno scontro con lui, e contro di lui il re del nord si riverserà con carri, cavalieri e molte navi; entrerà nei paesi e dilagherà come un’inondazione" Daniele 11:40

Non sarà per razzismo o campanilismo o pregiudizi, ma una resa dei conti tra potenze sovrumane spirituali.

Il consiglio saggio, è quello di volare, ne alti e ne bassi, ma a metà altezza.

"Allontana da me falsità e menzogna. Non darmi né povertà né ricchezza, ma concedimi solo di mangiare il cibo di cui ho bisogno." Proverbi 30:8

La terra è una, sud nord est ovest, le differenze saranno livellate.

Allora il meraviglioso Sud sarà valorizzato nella misura piena.


Amen = Cosi-sia



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   E… di Ab….

5 dicembre 2019

LE GOCCE DI RUGIADA SONO COME I GIOVANI TRASPARENTI E RIFLETTENTI


Gocce di rugiada che
riflettono l'ambiente 
I GIOVANI SONO GOCCE DI RUGIADA

QUELLI GENUINI RIFLETTONO L'ARCOBALENO

Come specchi riflettono il loro ambiente.
Quando hanno accettato di servire Dio, lo fanno completamente dedicati, con passione, come fa il bambino col suo giocattolo preferito, non solo ci mette passione, ma si diverte anche.
Perché gocce di rugiada?
Perché il giovane è fresco, trasparente, con poche malizie, e quello che dà lo offre volentieri.
Mente più veloce, riflessi pronti, con basi tecnologiche più aggiornate, schemi mentali aperti alle novità. 

I giovani sono preferiti da tutti.
Gli attori, i cantanti, i campioni, sono sempre preferiti nei loro episodi di gioventù.
Proprio come quando la rugiada riflette al mattino i colori dell'arcobaleno rinfrangendo i colori del sole.

Quando il giovane muore, si piange di più.
Chi recita il lamento, a volte ingigantisce la sua contrizione.
I giovani si amano volentieri, spontaneamente, senza secondi fini, ma con un amore platonico.

Esiste anche chi cerca il giovane per bere le sue gocce di rugiada, sono esseri deviati, diventati predatori che hanno perso la linea di confine tra il bene e il male, il giovane ancora tenero e ingenuo va protetto da questi mostri.

Il Dio buono, ama i giovani, li protegge e li incarica, e li loda.
Proprio come fece scrivere dal saggio:
"Il tuo popolo si offrirà volenterosamente, ..............è con te una schiera di giovani, gocce di rugiada generate dall’aurora." Salmo 110:3




   E… di Ab….

14 novembre 2019

FABBRICHE GESTIBILI CON LA DIFFICOLTÀ MINIMA QUALI SONO?

Mega fabbrica ormai ingestibile
FABBRICA MISTERIOSA
Perché misteriosa?
Ormai nessuno più la conosce.
Mega, obsoleta, inquinante, piena di ruggine e fragile, pericolosa al massimo oltre che fortemente inquinante, con perdita giornaliera di denaro enorme, destinata al fallimento.
Un caos di persone dove alcune sono in meandri sconosciuti e imboscamenti, sono ormai pochi che lavorano molto, e sono molti che lavorano poco, perché non è più gestibile, senza controlli e senza controllo, il lavoratore è incerto sul da farsi, se non addirittura latitante.

Qual'é la gestione migliore per una fabbrica efficente e redditizia?

Prendiamo esempio dalla natura.
Le cellule, crescono di numero e non di volume, altrimenti perdono la stabilità. 
Esiste inoltre nella cellula una procedura scritta nel DNA con alcuni meccanismi interessanti, uno e detto  'apoptosi' che impone alla cellula ormai degenerata un processo volontario di auto eliminazione (suicidio).
Tuttavia questo processo (apoptosi o suicidio) viene interrotto dai radicali liberi, che modificano la scrittura del DNA che rinuncia al suicidio e si trasforma in un organismo immortale detto tumore che sappiamo essere la causa della distruzzione delle cellule sane. 

Sempre in natura ci sono i favi di api, arrivati ad un certo numero si sdoppiano, non esiste un alveare mega, ma diversi alveari.
Cosi fanno i termitai, i formicai, e tutte le forme di vita agglomerate.

Anche le megacittà vanno in crisi, (vedi Roma), uno disastro; dovrebbe essere divisa in es. 11 Roma, una storica, poi altre 10, similmente non sfuggono a questo destino le magafabbriche.

Esiste poi una forma di scambio di informazioni e di progetti che si applicano ad alcune fabbriche con dirigenti qualificati, ma costoro lungimiranti, non uniscono mai gli operai a lavorare in un solo luogo, ma si uniscono solo a livello di idee e progettazioni, scambiandosi i modelli.

L'ideale è la fabbrica media con un numero limitato di lavoratori, dove tutti possano essere controllati, e i facinorosi si isolano dagli altri come pure coloro che tendono a nascondersi e imboscarsi.
Creando un ambiente dove i lavoratori hanno fiducia reciproca, scambiandosi dignità e non sospetti, felici e gioiosi di ricevere anche dei regali inattesi dal corpo dirigente, interessati a premiare i diligenti.

Il problema n. uno è che in queste megafabbriche alcuni nominativi percepiscono solo lo stipendio, per il resto non si sa che lavoro facciano, o se sono addirittura  presenti (radicali liberi).
Una fabbrica in queste condizioni, galleggia solo grazie ai contributi dello stato, sotto la minaccia dei licenziamenti di massa, facendo arrabbiare migliaia di operai che alzano la voce e costringono le autorità politiche a cedere al ricatto.

Ad esempio mi viene in mente l'Alitalia che sono ormai decenni che lo stato paga i suoi debiti, versando acqua in un pozzo senza fondo e va avanti così con regolarità  scadenziale, dove miliardi sono andati in fumo e continuano ad andare in fumo, (radicali liberi).

E poi si aizza la guerra tra poveri, per recuperare il centesimo,  dove il finanziere è costretto a fare la multa al cittadino uscito dal bar e che non trova più lo scontrino fiscale del caffè appena preso.

Riassumendo, il problema per ogni tipo di inefficenza sta nella gestione da parte di incapaci, impreparati e interessati solo alla loro carriera e stipendio, inefficienti e fifoni, perché  oltre a saper organizzare, il direttore deve tenere testa a mafiosi che si sono infiltrati come lavoratori, e che dettano legge con minacce e violenze, (radicali liberi) che con la paura di minacce e ritorsioni  fanno abbassare le braghe al consiglio di amministrazione.

Soluzione
Prendiamo ancora un esempio in natura, dalla tribù dei Masai.
Quando una loro capanna è infestata da cimici, pidocchi, topi, serpenti vari, (radicali liberi) e il turista bianco gli suggerisse la disinfestazione, loro risponderebbero che fanno prima a dargli fuoco e farne un'altra, lì vicino.
Hai afferrato il concetto?

La Bibbia è sempre e indiscussa fonte di soluzioni, anche in questo caso suggerisce così:
La risposta mite allontana il furore,ma le parole aspre suscitano ira. .. La lingua dei saggi fa buon uso della conoscenza,ma dalla bocca degli stupidi escono cose stolte." ...."Lo stolto non ha rispetto per la disciplina di suo padre,ma l’accorto accetta la correzione" .... "Lo schernitore non ama chi lo corregge; non consulterà i saggi" ...e "L’uomo irascibile suscita liti,ma chi non si arrabbia facilmente appiana i contrasti." ...."Quando non ci si consulta i piani falliscono, ma con molti consiglieri si ottengono ottimi risultati." ...."Chi fa profitti disonesti mette nei guai la propria casa" e il "cuore del giusto medita prima di rispondere, ma dalla bocca dei malvagi escono cose cattive."
Leggiti tutto il Salmo 15

Dunque la chiave della buona gestione della fabbrica è amministrare con giustizia e isolare il malvagio, per non essere ingannati, perché :
"Non fatevi ingannare: le cattive compagnie corrompono le buone abitudini" 1 Corinti 15:33
Allo stesso modo e in maniera radicale e totale, come la cellula è  modificata dai radicali liberi, come la megafabbrica è modificata da infiltrati mafiosi, così avverrà  presto a questo sistema di cose infestato dai demòni ribelli, sarà sostituito da un nuovo governo e nuovi sudditi, adempiendo la profezia dell'Apostolo Pietro , che dice:
"Ma secondo la sua promessa noi aspettiamo nuovi cieli (governi) e una nuova terra (sudditi), e in questi regnerà la giustizia." 2 Pietro 3:13






   E… di Ab….