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18 febbraio 2020

I COLLEGI

Dove si impone il sapere
AL DI QUA E AL DI LA DEL
Dove si impone il mistico

MURO O RECINTO

Al di là del muro un luogo di totali distrazioni.
Al di qua del muro di cinta, la concentrazione.
A seconda dello scopo di utilizzo può far provare le pene dell'inferno, oppure le gioie del paradiso.

-A cominciare col recinto del carcere, detto reclusorio e luogo di correzione e di punizione o meglio di rieducazione, dal quale non si esce, dove i reclusi sognano di andare al di là del muro.
Con l'intento degli psicologi di domarli e rieducarli e poi lasciarli nuovamente liberi.

-Ai vari tipi di collegi scolastici, dove l'insegnamento della matematica, storia, geografia, lingua, sono solo riempitivi che nascondono la vera struttura dell'insegnamento, o l'ossatura del collegio, cioè lo scopo vero dell'insegnamento alle giovani menti.
L'obbiettivo è: "preparare delle menti da utilizzare in seguito, al di là del recinto, in posizioni chiave.
Ma ciò che marchia maggiormente la loro coscienza sono le 'iniziazioni' in varie forme, li segnano così tanto che se le porteranno dentro tutta la vita.

-ai centri di cura per chi ha dipendenze, con lo scopo di trasmettergli la volontà di voler guarire. (Dalla droga, dall'alcolismo, dall'obesità, da una malattia infettiva), l'idea è buona, sono muri che dovrebbero essere utili.

-ai conventi di varie denominazioni, dove arrivando al nocciolo, scoprì sempre lo stesso slogan:  "Ora et  labora con sottomissione e umiltà"
Dove in cambio della mensa e di un letto, devi fornire lavoro gratis.
Essendo luoghi unisex, per loro rimangono solo i sogni-incubo, inquietanti e permanenti, fantasie, impregnate di erotismo.
Per questo si sentono perennemente in colpa, così uno a caso, di notte sotto il lenzuolo, col chiodo, si procura le 'stigmate'.

-ai residence, finti paradisi, dove il 'Cherubino' di guardia alla porta passa il tempo con le parole crociate e la televisione accesa.
Lo scopo è la privacy, i residenti non vogliono essere disturbati, conta solo quello che vogliono fare loro, tutto il resto deve stare al di là del muro, dopo un po' si riducono a recinti di solitudine, ecco perché, anche se si chiamano residence, non c'è quasi mai nessuno.

-il muro del Vaticano, interno con il numero chiuso di abitanti, area autogestita, ciò che avviene dentro al recinto dei labirinti e sotterranei deve rimanere lì e basta.
Sarà un ambiente tipo 'una voliera di bellissimi uccelli di tutti i colori che volano liberi fra gli alti alberi', oppure una fossa di serpenti, o magari entrambi?

-il muro di Trump, al di qua dello steccato i buoni e i ricchi, al di là i cattivi e i poveri. Pazienza!
Serve???? Ma, che ingiustizia!

-le grandi collettività tipo quella dei mormoni, ligi e fedeli a un'idea, convinti che è la volontà di Dio.
Condizionati ad essere sicuri di ciò che vogliono, sono felici se si attengono alla regola.
Non hanno l'idea di costruire, sempre di più, e il meglio, in modo perenne, avendo la manodopera migliore del mercato e completamente gratis , ma vogliono rimanere al tempo della pre-radio, sicuri che la società moderna è andata oltre il lecito.
Il loro muro è immaginario, e  psicologico, è 'la regola'.

Io (dream) sogno un mondo senza muri, e cerco sempre la verità, come disse il maestro: "conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi”. Giovanni 8:32
So che come me ce ne sono molti altri.

IL NERO

IL NERO

 

La caligine delle tasse

La caligine delle tasse.

Il misterioso grande business italiano.

Non parlo dell'uomo nero, neppure dello spazzacamino, ma anche se

suona strano, è 'il lavoro in nero'.

Diverso dal lavoro nascosto della Svizzera, loro ala luce del sole, non buttano mai carte per terra, oltre al pulito, godono del reddito pro-capite fra i più alti d’Europa. Sono come le loro marmotte, che per sei mesi all'anno sono sotto la neve e mangiano poco, non consumano carburante, non si spostano, ma hanno aperti i mulinelli del turismo, dove arriva il denaro che non esce più.

E anche perché sono specializzati in precisione, tanto che costruiscono gli orologi migliori, frutto del loro immobilismo.

Oppure per i soldi che gli altri portano nei loro depositi, solo loro sanno nasconderli così  bene.

Per colpa del lavoro in nero, l’Italia, è bollata al trentaseiesimo posto del buon vivere, dove in barba a tutti si vive meglio della Finlandia, e dell'Austria, non solo per il territorio dal clima temperato, ma specialmente del business del lavoro sommerso tipo il finto volontariato, grazie al quale siamo tutti un po' più emancipati.

Nessuno lo vuole ammettere, ma se molti riescono a tirare avanti, è perché evadono le tasse.

I circoli dei giocatori di bocce non sono molti.

Anche coloro che stanno seduti in panchina sono pochi.

Purtroppo, ad abbassare il tenore di vita, sono i nullafacenti, dispersivi e dipendenti dalla pensione dei nonni, questi sono il buco nel sacco, (diverso dal cul-de-sac), diventati schiavi dello sballo, frequentano furtivamente il sottobosco degradato dei parchi abbandonati e tappezzati di siringhe.

 

La maggioranza degli italiani sono comunque dei gran lavoratori, parecchi di loro svolgono una seconda attività nel dopolavoro.

A questi si aggiungono i pensionati ortolani che non giocano a bocce.

Quasi sempre ciò che producono è in nero, ma fa parte del PIL, perché il restauro del mobile vecchio, o il cestino di piselli, fanno parte del prodotto interno lordo della nazione e sono sempre in nero, ma sono prodotti godibili che se fossero tassati sparirebbero.

Condannereste voi questo lavoro sudato anche se è in nero? I prodotti dell’orto sono una ricchezza nascosta che ogni nazione ha, ma l’Italia, per il privilegio del suo clima, ne produce di più. Vi risulta?

La ricchezza che gli ortolani e i restauratori, producono in nero, è giustificata, mentre non lo è l’evasione delle sette sorelle che ci forniscono benzina e gasolio. Queste sorelle, nel periodo di vacanze immancabilmente aumentano il prezzo dei loro prodotti, sfruttando la quattordicesima che l’operaio ha appena avuto nella busta paga.

Questo aumento abusivo non è nero ma sporco.

O peggio evadono l'Iva facendo pervenire in modo anonimo autobotti di benzina da ditte estere.

 

Passando all’edilizia, considero anche nera la speculazione su ruderi diroccati, senza tetto che rimangono li per anni e anni senza essere ne restaurati e ne demoliti, che deturpano un bel panorama, e che danno un senso di angoscia a chi gli passa vicino, col solo scopo per il proprietario, di farci soldi con la rivalutazione del terreno.

So di uno che per vendere un insignificante rudere andato a fuoco, in zona rurale, panoramico, ha chiesto 500 mila €.

Il geometra del Comune deve, prendere iniziativa, dando un tempo per il restauro, lasciando l’alternativa della demolizione.

Sovente coloro che risparmiano i soldi in nero, li reinvestono e si fanno la casetta.

È un fatto, che con l'abbellimento del loro cortile, abbelliscono anche l'Italia, e il tutto rientra nel PIL, così il nostro stivale è pieno di villette nuove.

Da queste riflessioni, si deduce che anche il nero ha bisogno di un 'distinguo'.

C'è il nero più nero, il nero grigio, e il nero un po' bianco, chi ha discernimento li sa distinguere.

" Felice è l’uomo che trova la sapienza, e anche l’uomo che acquista il discernimento"  Proverbi 3:13

Una saggia amministrazione, oltre a tollerare gli obiettori di coscienza, sa come ridurre al minimo le tasse.


Chi vivrà vedrà.


Amen = Così sia.


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IL CARRETTO

IL CARRETTO

 

L'asinello quanto potere ha?


Sicilia regina dei carretti

 

Chi lo deve tirare?

Per convincere qualcuno, le illusioni devono essere pensate e formulate bene affinché siano credute, come la perfetta posizione della carota davanti agli occhi dell'asinello, (volgarmente detto somaro), se la carota fosse distante, l'asino a cui piacciono le carote non farebbe comunque la fatica di percorrere tanta strada solo per una carota e rimarrebbe fermo.

Similmente se la carota fosse troppo vicina la mangerebbe subito e non avrebbe motivo di muoversi, la strategia sta dunque nella giusta distanza, così che l'illusione di raggiungerla gli fa fare solo un passo, poi un altro e così tira avanti il carretto con il padrone sopra.

Esiste il somaro, perché esiste il padrone.


Questa storiella e molte altre simili, vengono fatte ventilare agli studenti che formeranno i futuri dirigenti del mondo, affinché imparino a convincere l’asinello.

 

Ciò che li farà diventare dirigenti e comandanti capaci e di successo, non sono le ore di storia, geografia, matematica, scienze, ma le idee e voci extra scolastiche, che li convincono che loro sono superiori, i vincenti, i benefattori dei miseri.

Sono quelli che, daranno poi lavoro al popolo. Saranno coloro che a distanza, col binocolo puntato sulla corsa, diranno che i levrieri sono stupendi, mentre corrono al massimo dietro la lepre che è sempre a tre metri davanti a loro, dandogli l'illusione di raggiungerla. Cani intelligenti ma non a sufficienza perché ignorano che la lepre è di stoffa, corrono al limite delle loro forze solo per seguire l'odore della lepre senza mai addentarla, come fa il popolo illuso di pensare in proprio.


Illusione simile a quella che provava 
Marilyn, che con le sue delicate meningi pensava di indossare un abito fatto di una goccia del (Numbers five) la fragranza del profumo la illudeva di essere vestita.


Queste storielle e altre che sono in circolo, servono ai giovani apprendisti e ai cadetti delle università per compiacersi e caricarsi di superiorità, usando poi il principio intrinseco della storiella, nella futura vita reale, più ne sanno e meglio riusciranno a gestire l'asinello.


Ora vi spiego e condenso la favola della carota e dell'asinello:

-L'asinello siamo noi.

-Il carretto sono le fatiche gli sforzi il lavoro che facciamo per tirare avanti.

-L'uomo seduto sul carretto raffigura, quasi sempre le alte sfere, politiche, religiose, commerciali, militari, che illudono l'asinello per dominarlo.

-Le carote di varia grandezza sono le illusioni che magnanimamente ci elargiscono; cioè, un lavoro, la pensione, le cure mediche, la scuola, i vaccini, il calcio, le olimpiadi, il viaggio sulla Luna, i pianeti abitabili, le vacanze, Google, Internet, i social.

Lo fece anche Nerone, dando nel Colosseo lo spettacolo dei gladiatori, come carota, ai romani suoi contemporanei, per tenerli calmi e avere audience.


Oggi di fronte ai cassonetti dati alle fiamme, alle vetrine infrante e saccheggiate, ai bastonamenti reciproci tra guardie e manifestanti facinorosi, l'uomo sul carretto, sbuffa e sbotta, mentre in modo annoiato dice: "anche gli asini ogni tanto ragliano, ma dopo un po' smettono si acquietano, e ritornano nella loro dimensione sotto il giogo pronti a fare un altro passo per avere la carota".

Il carrettiere sa che il Bataclan del popolo non è per niente preoccupante, non ci fa caso, e continua a caricare il carretto, finché all’asino gli sembrerà di volare.


Se qualcuno chiedesse all'uomo seduto sul carretto: perché questa differenza?

Il  Manager risponderebbe: "non possiamo stare tutti sul carretto, perché non rimarrebbe più nessuno per tirarlo avanti"


Capisco un divario di benessere, ma il troppo stroppia.

Comunque, anche coloro che dall’alto, gestiscono la maniglia a cui sono appese le marionette, come fanno i pupari siciliani, sgomitano tra di loro col rischio di cadere giù.

Notate ora la saggezza biblica che dice:

"l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno" (non solo a danno del dominato, ma anche a danno del dominatore) perché: "Ancora un po’ e i malvagi non ci saranno più". Ecclesiaste 8:9; Salmo 37:10


Questa non è la storiella del 'non fare ', ma l'assicurazione che anche l'uomo sul carretto dovrà scendere, perché chi domina si farà danno.


Non sarà 'il mal comune a darci mezzo gaudio', a consolarci, ma sarà 'la giustizia uguale per tutti' cioè la vera giustizia divina che procurerà il gaudio intero.



Chi vivrà vedrà.


Amen = Così sia.


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IL NEGOZIO CHE CHIUDE

Un dolce vivere
ma scarso
300.000 NEGOZI STANNO SOFFOCANDO
Sparsi in tutta Italia, 8.000 paesi che vanno dai 100 abitanti ai 5.000, dove i negozi sono in agonia perché il loro giro di affari è insufficiente.
Di questi 100.000 hanno già chiuso bottega negli ultimi anni.
Mercerie, ferramente, scarparo, panettiere, macellaio, lavanderia, bar, pizzerie, idraulico, ecc. chi più e chi meno, boccheggiano per la scarsità della clientela.
La maggioranza dei proprietari hanno un pensiero dominante quasi fisso, che frulla nella loro mente: 'come faccio a pagare la prossima tassa, o fattura, o il fido?'
Sono persone capaci, riescono a gestire un'attività, non sono fallite ancora, ma stanno consumando mese dopo mese i loro depositi, sono costretti a fare dei mutui, e alcuni alla fine vendono addirittura la casa.
Il problema è il pascolo troppo piccolo della clientela, con l'aggravante che molti paesi piccoli si stanno spopolando inoltre solo coloro che non hanno mezzi di trasporto sono clienti fissi, gli altri preferiscono andare al 'big shop'
Oggi il magnete più potente è il supermercato, anche se più distante, ha il vantaggio della maggior scelta, e del prezzo concorrenziale, e dell'ambiente spazioso e rilassante, gestito dai mega boss, (nel senso di capi).
Non c'è scampo per il coniglio quando la faina ha fame, saltellando come una molla sfuggita alla pressione, incanta e ipnotizza il coniglio che non scappa più, lei lo raggiunge saltandogli sul collo e incidendogli subito la giugulare, e comincia a succhiargli il sangue, il coniglio morirà in poco tempo dissanguato.
A nessuno piace fare la fine del coniglio, ma purtroppo oggi le faine sono tante.
Le grandi distribuzioni assorbono i clienti di questi piccoli artigiani o commercianti.
Per un po' questi resistono perché sono tenaci nella loro attività, e perché lo fanno anche per diversi vantaggi personali, il più importante è la comodità, sovente il negozio è sotto casa, e non pagano affitto, il secondo motivo è perché provano un senso di incertezza a cambiare lavoro, quello sanno fare, altri perché non trovano a venderlo, altri ancora l'hanno ricevuto in eredità, altri l'hanno comprato e pensano che abbia un valore, c'è anche chi non vuol essere comandato da un padrone e vuole essere libero di gestire il suo tempo, e poi per dare una svolta alla propria vita ci vuole coraggio, e spirito di avventura.
Ecco perché ogni mattina alle 9,00, a volte con un po' di ritardo, alle 9,10, 300.000 persone in tutta Italia apre il proprio negozio, e aspettano il cliente che verrà, e nel frattempo lo mettono in ordine e tolgono la polvere.
Io l'ho fatto per 10 anni come commerciante, e pe 10 anni come artigiano.
Pensando a quel tempo provo un po' di pena per me stesso.
Sono arrivato a fare un mutuo per pagare un mutuo precedente, l'unica consolazione è che non sono fallito.
In questi casi le veci del Santo protettore dovrebbe farle l'ente locale aprendo un nuovo ufficio specifico con la conoscenza, il potere e anche la capacità di intervenire proponendo alcune soluzioni a scelta per coloro che chiedono aiuto e assistenza.
Sicuramente il primo pozzo a cui attingere acqua è la famiglia, subito dopo viene il comune, e poi via via a salire, provincia, regione, fino allo stato, dopo di che per il credente rimane solo Dio.
Alcuni hanno coniato lo slogan, 'aiutati che il ciel ti aiuta'
(Una curiosità, la tastiera di google sul tablet, nello scriverà questa ultima frase, mi appariva così: 'aiutati che il fido ti aiuta'), non pensarci neppure, (se puoi fanne a meno) perché è una sanguisuga, non a livello della faina, ma succhia tutto quello che può.
Queste situazioni al limite, dimostrano che in una società, occorre una nuova istituzione nella comunità del territorio di appartenenza, che abbia l'empatia verso il nucleo famigliare, tenendolo sotto osservazione benevola, e proponendo soluzioni efficaci, perché ognuno possa vivere in modo soddisfacente.
Comunque questa nuova istituzione può funzionare solo se c'è l'amore verso il prossimo. 
Un principio vecchio di oltre 2.000 anni sancisce così;
Matteo 22:39  "......: ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso”.
Dalle poesie alle canzoni, se l'amore è tanto decantato, c'è un perché.
Ma purtroppo esiste anche un altro detto:
Matteo 24:12. "e a causa dell’aumento della malvagità l’amore della maggioranza si raffredderà"
L'amore  si sta raffreddando sempre più, e viene sostituito dall'indifferenza.
E così i gestori di negozietti, sulla soglia della bottega con uno sguardo assente guardano la via vuota, e pensano alla tassa che è scaduta ieri.

SOGNANDO IL SUD DEL MEDITERRANEO COL IL SUO SUCCOSO NETTARE

La bella e mitica Procida

Capostipite ideologico del Sud
Ulisse protagonista dell'Odissea

PROFILO PIATTO DEL VENTRE NEL DIPINTO DI ULISSE


Da 40 anni lotto contro la grande sporgenza della mia figura, e sogno il profilo piatto.


Lotta mai vinta, ma l'illusione di farcela persiste.

Ecco perché al mattino a digiuno mi bevo il nettare del Sud.

Ma che cos’è?

Sono gli agrumi, fragranti, dolci, e salutari del Sud .

Limoni di Sorrento o della fascia bassa del Vesuvio, o dell'isola di Procida, uno, morbido e succoso, e una clementina dell'altopiano dell'Etna, più un arancio della conca d'oro, agrumi aromatici in tutto, dalla buccia quando si rompe, alle fragranze che emanano durante la loro spremitura, e poi al suo favoloso gusto che mi impone a pensare al Mediterraneo del SUD e al suo buon nettare.

Altro? 

Mi viene un mezzo sorriso canzonatorio, se penso: altro niente, ma non sarebbe veritiero. Perché? 

Perché sono infinite le cose belle del Sud.

Non solo tutte le bellezze immaginate da ragazzo quando ho letto il poema di Omero, con la realtà dimostratasi esponenziale in paragone alla narrazione dell'Odissea .

Ma soprattutto nel carattere forgiato all'ombra dei discendenti immaginari di Ulisse.

Uomini di valore con un carattere forte, generoso, di parola, (parlo di quelli sani di mente), perché alcuni, meno male che pochi di numero, imitando Ulisse, sono sbarcati a New York e la maga Circe (la mela) li ha trasformati in gangster a livello di cupola.

Ritornando al nostro sud: mi piace il suo clima, la sua luce, gli aromi.

Tuttavia, nel loro immaginario, ognuno di loro si crede un re, un re di qualcosa. (dolce alle mandorle, arancini, vino zibibbo, poeti, nobili e .....)

Meno male che non si sentono re  in senso religioso, perché  la profezia predice che ai re del sud andrà  a finire male, come si legge:

"Nel tempo della fine il re del sud si impegnerà in uno scontro con lui, e contro di lui il re del nord si riverserà con carri, cavalieri e molte navi; entrerà nei paesi e dilagherà come un’inondazione" Daniele 11:40

Non sarà per razzismo o campanilismo o pregiudizi, ma una resa dei conti tra potenze sovrumane spirituali.

Il consiglio saggio, è quello di volare, ne alti e ne bassi, ma a metà altezza.

"Allontana da me falsità e menzogna. Non darmi né povertà né ricchezza, ma concedimi solo di mangiare il cibo di cui ho bisogno." Proverbi 30:8

La terra è una, sud nord est ovest, le differenze saranno livellate.

Allora il meraviglioso Sud sarà valorizzato nella misura piena.


Amen = Cosi-sia



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   E… di Ab….